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Architettura tradizionale

La Valle Vigezzo presenta delle peculiarità architettoniche individuabili sia nei singoli edifici, sia nel nucleo abitativo nel suo complesso.

Caratteristica principale dell’architettura vigezzina è l’uso della pietra, sia la “beola” sia la “ollare”, detta laugera.

La prima viene utilizzata per  tetti, muri e muretti di cinta e contenimento, pavimenti, mensole, mentre la seconda è utilizzata per le stufe ed era il materiale principe per la realizzazione di vasellame ed elementi decorativi ai quali la pietra ollare si adattava in modo particolare in virtù della sua specifica malleabilità.

È palese che, in un territorio in cui pietra e legname sono ugualmente reperibili, scegliere un effetto “tutto pietra” per i centri storici nel loro insieme, per ogni singolo edificio (qualunque sia la sua destinazione) e per i diversi elementi di antropizzazione degli alpeggi, è un’opzione culturale. Infatti, in tutta l’area cisalpina dove l’influenza degli antichi romani (che, ricordiamo, utilizzavano la pietra per ogni tipo di costruzione e vedevano in essa il simbolo della stabilità e dell’eternità) è stata più profonda, la pietra costituisce il materiale costruttivo per eccellenza; mentre nelle aree transalpine abitate da popolazioni nomadi, il materiale maggiormente utilizzato è il legno (importato in Ossola dalle popolazioni Walser insediatesi in Formazza e Anzasca).

Le conseguenze estetiche dell’uso del materiale lapideo sono: la totale copertura degli architravi lignei delle aperture degli edifici (se questi si trovano in centro abitato, mentre le baite situate negli alpeggi hanno gli architravi in evidenza), il dominio incontrastato della contrapposizione cromatica grigio/verde tra l’abitato e l’ambiente circostante.

Attualmente, di questa antica e sapiente tradizione vengono salvaguardate alcune particolarità fondamentali all’interno dei centri storici, mentre la realizzazione dei microelementi sia decorativi sia strutturali, non ha ancora ottenuto la necessaria attenzione da parte delle amministrazioni.

Affrontare il tema dell’architettura tradizionale significa evidenziare la sapienza costruttiva dei montanari che edificavano le abitazioni seguendo il filo di semplici considerazioni pratico-funzionali: le case rurali dovevano avere orientamento nord-sud, perché, nel timpano che restava aperto, si mettevano ad essiccare le granaglie e i frutti necessari per affrontare la lunga stagione invernale; le case signorili, invece, erano costruite con orientamento est-ovest, perché il lato più lungo della casa fosse rivolto a sud per catturare maggiore luce e calore.

La visione di insieme dei centri storici della valle offre un’immagine fortemente coerente nell’uso dei materiali, nella distribuzione dell’abitato, nel dialogo armonioso che si crea tra le abitazioni signorili e quelle rurali accomunate, pur nella diversità, dalla sobrietà e dal senso della misura. 

Per informazioni contattare l'Ufficio TURISMO E CULTURA
telefono: 0324 95091 - email: info@comune.santamariamaggiore.vb.it
PEC: comune@pec.santamariamaggiore.eu