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Storia moderna di Santa Maria Maggiore

Il vero grande sviluppo Santa Maria Maggiore lo acquistò nell’ultimo trentennio del XX° Secolo (circa dal 1965 in poi). A quel tempo le personalità direttive della Valle Vigezzo decisero di liberalizzare le costruzioni a scopo turistico in tutta la Valle al fine di sfruttare al massimo le possibilità ricettive. Questa decisione suscitò non poche polemiche: l’organizzazione Italia Nostra, sorta precedentemente per la tutela del territorio, impiantò addirittura un ufficio in Santa Maria Maggiore al fine di raccogliere firme di coloro che si opponevano alla citata delibera. Due erano le opposte considerazioni:

  1. contrari: opponevano che la Valle sarebbe andata distrutta in tutta la sua bellezza, che una simile delibera avrebbe potuto, astrattamente, consentire l’insediamento di oltre 200.000 persone (dicevano “tutto è costruibile, tranne le rocce del Gridone”), ed in simile deprecato caso o anche prima, sarebbero venute a mancare strade idonee (non c’era a quel tempo l’autostrada, venuta molti anni dopo), non esistevano supporti sufficienti quali acqua, fognature, negozi, servizi in genere.
     
  2. favorevoli: sostenevano che ormai ovunque in Europa venivano sfruttate le risorse turistiche locali, ed inoltre (questo era l’argomento principale) che anche gli abitanti del luogo, dopo secoli di vita difficile e di emigrazioni, avendo la possibilità di sfruttare il notevole incremento turistico del luogo, avrebbero finalmente potuto aspirare ad una vita migliore.

La delibera entrò in vigore, Italia Nostra si ritirò, e mentre i vari Comuni assumevano quelle direttive necessarie per l’incremento degli insediamenti turistici, interveniva un altro fattore decisivo per la sviluppo della Valle: la costruzione dell’ovovia fra Prestinone e la località La Piana la quale, per consenso generale e per sottolineare la localizzazione dell’opera, assumeva il nome di Piana di Vigezzo.
Tutti i Comuni beneficiarono del conseguente sviluppo turistico, ma il Comune di Santa Maria Maggiore, già in posizione privilegiata, a seguito di un’accorta e lungimirante politica delle sue Amministrazioni Comunali, ebbe uno sviluppo veramente grandioso. Pochi anni prima dell’inizio del 2000, Santa Maria Maggiore, ormai una moderna cittadina, centro di riferimento per l’intera Valle, godeva da tempo di un’attrezzatura turistica imponente: campi da tennis, tiro al piattello, scuola di equitazione per tutte le età, un campeggio attrezzato per camper e roulottes, pista di sci di fondo, pista di atterraggio per elicotteri - parapendio – alianti ,cinema/teatro, strutture museali. E poi campo di pallavolo, noleggio attrezzature sportive. Sede del CAI Vigezzo e dello Sci Club. Vi si trovano studi medici, dentistici, notarili. È pure sede, nella Fondazione Gennari, di una ASL.
Nelle vie del centro storico si possono osservare pregiate boutiques per vestiario raffinati botteghe di prodotti locali sia enogastronomici sia tessili, negozi di orologeria/oreficeria, negozi di tutti i generi, bar, ristoranti, alberghi.
Alle soglie del 2000, veniva attrezzata la cosiddetta Pineta, con attrezzature turistiche ed ornamentali, quali lampioni, panchine, finiture ed accessori in legno, giochi per bambini, minigolf, campi da tennis, piscina estiva, portali in legno, luogo attrezzato con barbecue per merende al sacco e scampagnate.
Con l’allargamento, nell’anno 2000, della “zona mercato” per aumentare i posti macchina ed il mercato stesso, con la costruzione di numerosi box per auto in vendita ai privati, le riuscitissime ristrutturazioni del Centro Culturale Vecchio Municipio (2004) e del Museo dello Spazzacamino (2005), si può ritenere che lo sviluppo del Comune di Santa Maggiore quale località turistica di prim’ordine non sia certamente qui terminato. (Testo di Luciano Cavalli)

Per informazioni contattare l'Ufficio TURISMO E CULTURA
telefono: 0324 95091 - email: info@comune.santamariamaggiore.vb.it
PEC: comune@pec.santamariamaggiore.eu